Senor Coconut

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Uwe Schmidt, artista tedesco trapiantato a Santiago del Cile, è un personaggio che da anni e con pseudonimi diversi (Atom heart, Flanger, Lisa Carbon Trio, Lassigue Bendthaus, Señor Coconut) mixa e rielabora musica elettronica con salsa, merengue, mambo e cha-cha-cha. Al suo fianco una solida orchestra di sette elementi, composta da una potentissima sezione ritmica che include vibrafono, marimba e xilofono, fiati e un singer.

Señor Coconut è conosciuto per le sue riletture in chiave electrolatina di alcuni hit del pop di Sade, Doors e Deep Purple e della produzione dell’icona dell’elettronica per eccellenza, i Kraftwerk. Egli crea un mix surreale e divertente, un “frullatore sonoro”, che si fonda, però, su una forte base teorica perché, al fondo di questo impasto sonoro sta il costante tentativo di elaborare ed analizzare molti dei fenomeni complessi che ci circondano, come l’esotismo e lo straniamento vissuto in una società multiculturale come la nostra.

In Yellow Fever Coconut riserva lo stesso trattamento musicale alla Yellow Magic Orchestra, la formazione guidata da Haruomi Hosono, Ryuichi Sakamoto e Yukihiro Takahashi che tra la fine degli anni ‘70-’80 hanno influenzato profondamente la scena techno-pop giapponese e mondiale. Al loro sound sintetico il Señor Coconut offre una modernità ironica e senza tempo.

Lo scopo di Coconut è quello di utilizzare le nuove tecnologie come strumento di indagine globale, attraverso la prospettiva geografica e culturale estranea al mondo occidentale. Il cuore di Yellow Fever sta tutto nella conclusiva Firecracker, cover di Coconut, a sua volta cover della YMO di un pezzo di Martin Denny.

In ogni passaggio dei suoi brani lo sguardo divertito di Schmidt si ricollega idealmente all’originale concetto di Exotica e di Incredibly Strange Music, lasciando che l’architettura dei suoni liberi immagini e visioni.

Nuovo disco e nuovo tour nel 2008