Massilia Sound System
EnglishMassilia Sound System infiamma la realtà marsigliese dal lontano 1984 grazie ad una rumorosa sincerità verbale. Questi sette artisti hanno la smisurata ambizione di riportare in auge gli scambi interculturali, rendendo il melting pot della loro città una forza che rende Marsiglia la capitale della tolleranza e della gioia di vivere.
Risvegliare le folle, riunire tutte le generazioni…questo il loro credo, che non ha freni grazie alla loro musica, ogni giorno sempre più travolgente e a un ottimismo che comunicano con smisurata foga durante i loro concerti.
La loro musica? Raggamuffin marsigliese di cui soltanto loro conoscono il segreto.
L’occitano? La loro lingua ufficiale.
Il microfono? Un mezzo d’espressione sempre più potente in occasione dell’uscita del loro nuovo album, che sprona alla libertà e rifiuta l’oppressione.
L’ispirazione? Le ricchezze culturali che offre Marsiglia e che ne hanno fatto un luogo di vita unico.
E’ anche questa sete di vita e di libertà che Massilia condivide all’infinito da tanti anni con il pubblico che dà un colore di speranza ad un ideale che difendono con fervore.
OAI E LIBERTAT
De longue. Toujours et toujours. Il Massilia Sound System riprende il microfono. Perché quando smetti di voler agire…sei finito!
De longue, titolo principe di Oai e Libertat, decimo album del collettivo marsigliese. Un collettivo che abbiamo creduto, un tempo, sciolto a favore dei ricchi percorsi individuali: Moussu T e i suoi Jovents, Gari, Lux e il loro Oai Star, Jali e il suo PapetJ.com.
Tre progetti, cinque album. Ricerche personali accanto al progetto centrale sussurra Tatou, alias Moussu…
Nel 2007 Massilia al gran completo riprende la strada comune. Con un disco vivo. Con un titolo che suona come un grido di lotta. Questa volta il gruppo ha lavorato in maniera differente. Grazie all’esperienza. Massilia 2007 non è come Massilia 1987. Sono vent’anni che si lavora insieme: ci sono cose che non abbiamo più bisogno di dirci. I due ultimi album (3968 CR 13 e Occitanista) erano stati preceduti da una fase di apprendimento. Viaggi alle sorgenti della musica tradizionale. Diciamo che eravamo tornati a scuola – scherza Gari – abbiamo studiato con professori di bourrée e farandola.
Questa volta tutto è partito dalle sequenze, basi musicali che affinano sempre lo stesso cocktail: un pezzo tradizionale portato verso il raggamuffin. Una base raggamuffin portata verso il trad. Volevamo un album che facesse ballare – racconta Gari – Un disco che rappresenti il reggae di oggi, le sue differenze. La loro intenzione si traduce in chitarre. Quelle di Blu. Sature, irregolari, rock a volte. Onnipresenti.
Su basi dinamiche, tessute parallelamente da Janvié alle tastiere e da Kayalik ai piatti, Jali, Gari, Tatou e Lux lanciano le loro rime. In occitano e in francese, lo spirito non è cambiato. Urbano, impegnato, motivato. Massilia fai avans, titolo che apre l’album, indica la via. Ballare, pensare, fare…A partire dal tuo quartiere…tocca a te muoverti. Souple et boulégant, libre et occitan ripete il ritornello. Tutto sta in questa frase. Noi non siamo degli inventori di storie, siamo gente che racconta quello che vede dice Jali.
Marsiglia. Una bella ragazza che Massilia non ha mai lasciato. E che onora sempre come nessun’altro. Con delle parole semplici, di un incanto innamorato. Au marché du soleil, Rendez vous à Marseille, Dimanche aux Goudes…
Ma Marsiglia è anche cambiata e si perde correndo dietro a chimere. Massilia si sente resistente. Lo micro es romput con il suo ritornello musicale, ha un andamento di risveglio collettivo: come spazio di incontri di genti, di vite, di solidarietà Marsiglia è quasi scomparsa - afferma Tatou – oggi quello che ci propinano è una Marsiglia light.
Come difendere un punto di vista sul mondo – chiude Jali – ed accettare che questo punto di vista non valga a casa nostra? Impossibile. E Massilia sarà sempre là per impedire tutto ciò.
Toujours et toujours. De longue.


