Lenine

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Cantante, compositore, arrangiatore e produttore. Pochi artisti possono associare il loro talento riconosciuto a cotante attività.Giunto a Rio all’età di vent’anni, in occasione della nascita del suo primo figlio, con l’idea di trascorrervi uno, al massimo, due anni. La musica lo costringe però a restare. Nell’82 registra il suo primo disco per la Polygram Baque Solto con il suo concittadino Lula Queiroga. Nel 1993 Lenine pubblica Olho de Peixe, con Marco Suzano, disco che li proietta entrambi sulla scena internazionale, con tournée in Europa, Sati Uniti e Giappone.

I tempi di maturazione tra i due album rivelano un Lenine compositore arrivato: le sue composizioni sono registrate da grandi artisti, di ogni stile e generazione: Maria Bethânia, O Rappa, Daniela Mercury, Milton Nascimento, Elba Ramalho, Fernanda Abreu, Dionne Warwick, Sergio Mendes, Ney Matogrosso, Frejat, Gabriel O Pensador, Zizzi Possi, Margareth Menezes, Miyazawa, Pedro Guerra, per citarne alcuni.

Vivendo da più di vent’anni a Rio de Janeiro, quest’uomo, ormai quasi carioca, si intrufola quindi nel mondo del samba, componendo per il “bloco” “Suvaco do Cristo”, una delle più grandi attrazioni del carnevale di strada carioca, famosi “sambas-enredo”. “Bundalelê”, composta all’inizio degli anni 90 e con la quale il “bloco” è stato vincitore per l’ottava volta, finisce per entrare a fare parte del repertorio del suo primo album solista.

Il 1997 sarà l’anno del contatto. O Dia Em Que Faremos Contato, mixato al Realworld Studios di Peter Gabriel, e lanciato in Brasile dalla BMG, diventa una referenza nella storia della MPB (Musica popolare brasiliana): unisce acustica e tecnologie elettroniche innovative, radici regionali e linguaggi pop internazionali, conferendo una nuova connotazione alla MPB, aprendole nuove vie e nuovi orizzonti, fonti di arricchimento per la musica e la cultura brasiliane. Per questo cd Lenine ha ricevuto ben due premi SHARP nella categoria MPB come artista rivelazione e per la miglior canzone (A Ponte in duetto con Lula Queiroga). O Dia Em Que Faremos Contato e uscito sia in Europa che in Giappone.

1999. Lenine pubblica Na Pressão, il suo secondo, atteso lavoro da solista. Senza chiudersi in schemi precisi, questo cd naviga tra la lirica Paciência e l’arrasta-tecno Alzira e a Torre, in contrasto con Rua da Passagem (Trânsito), un duetto con Arnaldo Antunes, dove i rumori della strada vanno a mischiarsi con i fiati delle bande di paese, al Boi e al maracatu de baque virado, mostrando tutte le mescolanze etniche brasiliane. Questo è l’escamotage che Lenine adopera per “legare il suo piatto”, tra transito in territorio meticcio e appartenenza di colui che sa che cosa dice, che sa che cosa fa, proprio come nell’autobiografica Eu Sou Meu Guia.
“E eu irei em qualquer direçao /E voltarei / Eu sou meu guia…”

Con Na Pressão, Lenine approda sulla scena nazionale, ma soprattutto su quella internazionale: le sue tournée in una ventina di paesi raccolgono più di 800.000 persone. Ma nulla rispetto al 2001 in Francia, dove ha il suo grande pubblico e dove ha venduto 30 mila copie di Na Pressão. Tra le canzoni di questo disco non possiamo non citare Jack Soul Brasileiro.
Questo ragazzo di Pernambuco dall’animo carioca, suona in 14 città francesi consacrandosi come il più rappresentativo tra i musicisti della nuova generazione della musica brasiliana.

Lenine, che ha già lavorato come regista per la televisione, dice spesso che le sue canzoni sono delle sinossi. Divenuto un maestro nell’”iconografia musicale”, nel 2001, spinge la sua odissea fino al cinema e al teatro, con la direzione musicale di Caramuru - A invenção do Brasil, di Guel Arraes, e con la colonna sonora dello spettacolo Cambaio, progetto che ha seguito sin dal suo inizio a fianco dei registi João e Adriana Falcão, adattando all’universo della strada tutte le nuove canzoni di Chico Buarque e Edu Lobo. Saranno tre mesi d’investimento totale, dove Lenine vedrà di persona materializzarsi il lavoro di 18 giovani artisti.

Il 2001 si rivela un anno alquanto produttivo. Realizza la colonna sonora degli sceneggiati As Filhas da Mãe (Mero detalhe) e O Clone (O Silêncio das Estrelas, presente anche sul suo album). Inoltre, accetta con immenso piacere la richiesta di Roberto Talma di comporre, arrangiare e produrre il “tema” di Sabugosa per la trasmissione per bambini Sitio do Pica-Pau Amarelo. In seguito ha composto Agora è que são elas per lo sceneggiato delle ore 19 e la canzone Diversidades, su richiesta della regista Denise Saraceni, per la serata speciale di fine anno della Globo, A Terra dos Meninos Pelados.

Nel 2002, con il suo terzo album solista, Lenine ci rimanda alla memoria affettiva delle notti poetiche, musicali e teatrali della fine degli anni 80, incontri battezzati Falange Canibal, che si svolgono in un bar del quartiere di Lapa (Arcos), nel cuore della città, Falange Canibal è il nome del luogo la cui unica e sola regola era precisamente quella di…. non averne alcuna!
Onnipresenti nella sua opera sono i duetti con Braulio Tavares, Lula Queiroga, Ivan Santos, Dudu Falcao, eterni complici di Lenine, membri (non senza motivo) della vecchia Falange. Se aggiungiamo Sergio Natureza, Carlos Rennò e Paul César Pinheiro, la tribu del cd prodotto da Tom Capone è al completo.

L’ultimo brano del disco O Homem dos olhos de Raio x rivela per la prima volta il suo approccio multisfaccettato. Il titolo è chiaramente tratto dal classico di Roger Corman dell’inizio degli anni 60. Con la sua registrazione magistrale e senza overdubs oltre ai giochi di Lenine alla chitarra - ormai un marchio di fabbrica - questa canzone diventa anche una delle più rappresentative dell’album.

Dalle varie peregrinazioni per il mondo Lenine ha riportato nel suo bagaglio ben più che semplici influenze. Sulla scheda tecnica di Falange Canibal, accanto a musicisti brasiliani dei panorami più diversi (Júnior, do Vulgue Tostoi, Marcelo Lobato et Xandão do Rappa, Henrique Portugal et Haroldo Ferreti do Skank, Kassin et Berna, Plínio Gomes, Velha Guarda da Mangueira, la troupe de Cambaio, Frejat, Eumir Deodato, Zé Miguel Wisnik), ci sono rappresentanti dell’Ucraina (Alexander Cheparukhin, dei Farlanders), della Francia (Claude Sicre et Ange B., dei Fabulous Trobadors), di Cuba (l’orchestra Yerba Buena), del Madagascar (Regis Gizavo), degli Stati Uniti (Ani Di Franco e Living Colour) e di Porto Rico (Steve Turre). Ma nessuno si sogni di catalogare questo album nella categoria della world music. Solo la differenza che ognuno di questi musicisti apporta alla sua musica popolare interessa a Lenine, non l’uniformità.

Nell’audacia e nell’innovazione, nella mescolanza e nell’epurazione, Lenine persevera nel suo viaggio senza incontrare queste famose frontiere che impone la lingua. Può sembrare fuorviante questo itinerario - da Recife al mondo, con scali in Europa, a Rio, in Messico e Giappone - pertanto sulla strada nulla va perduto. Il risultato è singolare, ma la destinazione è plurale. Nel marzo 2002, Falange Canibal esce simultaneamente in 20 paesi. Il mese successivo Lenine si esibisce a Parigi, per due serate consecutive (entrambe sold out), alla Cigale per presentare il suo nuovo cd. Ovazione del pubblico francese. Le Monde e Libération non risparmiano gli elogi. A settembre, a riprova che la strada giusta era stata scelta, Falange Canibal ottiene il Latin Grammy nella categoria “miglior album pop attuale”. A luglio 2003 una giuria popolare consegna a lenine il premio Tim come miglior cantante.

Il 29 e 30 aprile 2004 incide Lenine In Cité a Parigi, presso la Cité de la Musique. In Cité è ben più che il primo live del più parigino degli artisti del Nordeste. Per l’occasione ha composto molte nuove canzoni, adottate di primo acchito dal pubblico, aggiungendo peraltro al disco, esclusivamente per l’uscita francese, una traccia Sob O Mesmo Ceu (Sotto lo stesso cielo…). Poco tempo dopo gli viene commissionato la creazione dell’inno del Brasile in occasione dell’anno del Brasile.
Questo menestrello, o meglio “trobadour” come preferisce essere definito,viene così elevato al ruolo di ambasciatore musicale di un paese che si coniuga al plurale.

Brasile, 27 agosto 2006: Esce Acùstico, il nuovo album per MTV del grande artista brasiliano. Registrato presso l’Auditorio Ibirapuera di Sao Paulo il 24 e il 25 giugno, con ospiti illustri come il bassista Richard Bona, la messicana fisarmonicista Julieta Venegas (autrice dell’attuale hit radiofonica Me Voy), il batterista Igor Cavalera, il rapper Gog e l’arpista Cristina Braga, questo nuovo capitolo del cantante, autore, produttore e compositore pernambucano colloca definitivamente questo artista tra i grandi del Brasile, conferendogli un riconoscimento internazionale, già sancito dalle sue innumerevoli tournée mondiali.

Nel mese di novembre 2007 grazie ad Acùstico Lenine si aggiudica il suo quarto Latin Grammy per il miglior album pop brasiliano contemporaneo. Soltanto Caetano Veloso e Zeca Pagodinho ne hanno vinti altrettanti ad oggi. E finalmente il 2008 vede l’uscita del nuovo album Labiata distribuito in tutta Europa. Il nuovo disco riporterà l’artista in tour in Europa e in Italia a marzo del 2009.