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LADAMA

Il ritmo panamericano della musica senza confini

Grazie alle potenti voci delle sue quattro componenti e a Pat Swoboda al basso, LADAMA, con il suo omonimo album di debutto, regala un’esperienza musicale completamente unica. Le radici musicali delle musiciste si intrecciano per creare una musica latina alternativa, con testi che vanno dallo spagnolo, all’inglese, al portoghese, avvolgendoci con ritmi che passano dalle alte pianure del Venezuela per arrivare fino alle coste della Colombia.

LADAMA è un gruppo di quattro donne, virtuose musiciste ed educatrici (Lara Klaus, Daniela Serna, Mafer Bandola e Sara Lucas), ognuna proveniente da un diverso Paese e da una diversa cultura dell’America, sorelle nella musica, nel ritmo, nello spirito. Traendo ispirazione dalle sonorità delle loro radici (Brasile, Colombia, Venezuela e Stati Uniti), il gruppo utilizza strumenti tradizionali e aggiungendo un tocco moderno, con l’obiettivo di produrre una musica latina alternativa.

Ancora residenti nelle loro rispettive terre d’origine, le componenti di LADAMA si incontrano per la prima volta nel 2014 dopo essere state selezionate per prendere parte ad un tour di concerti e workshop organizzato dal OneBeat Program, un’iniziativa del Dipartimento di Stato per gli affari educativi e culturali degli Stati Uniti. Tra esibizioni individuali, seminari ed eventi pubblici, Lara, Daniela, Mafer e Sara scoprono di avere un sogno comune: quello di costruire delle comunità che prescindano dai confini geografici e culturali, e di dare voce alle donne e ai giovani attraverso la musica.

Reinventando gli stili Sud Americani e Caraibici quali la Cumbia, il Maracatu, l’Onda Nueva e lo Joropo, e fondendoli con il Soul, l’R&B e il Pop, LADAMA ha un proprio sound totalmente originale.

Nella primavera del 2015, LADAMA riceve una sovvenzione AEIF (Alumni Exchange International Fund), per fare spettacoli e tenere seminari in Venezuela, Colombia e Brasile. Con l’ulteriore aiuto del fondo Performing Americas e grazie all’associazione con Paco do Frevo, LADAMA riesce a raggiungere Recife, Bogotà, Berquisimeto e Guanare tra febbraio e marzo 2016. A maggio, viaggiano verso Brooklyn per prendere parte del Found Sound Nation, insieme alla National Sawdust e ad El Puente. Grazie anche al supporto dall’Augustine Foundation e dal Brooklyn Arts Council, hanno inoltre potuto lavorare insieme a degli studenti a La Casita Comunal a Sunset Park.

L’album di debutto omonimo di LADAMA, pubblicato nell’autunno del 2017, non può arrivare con un tempismo migliore: è un momento in cui sia l’America latina che gli Stati Uniti hanno bisogno di progetti che trascendano i confini e guardino alle regole con aria di sfida. Questo è esattamente ciò che il loro album, realizzato con cura in un viaggio attraverso l’intero continente, rappresenta. Il disco va oltre tempo, spazio, barriere. È un viaggio attraverso gli Stati dell’America, permesso anche dal linguaggio delle stesse musiciste, che offre una nuova interpretazione di una miriade di ritmi panamericani tradizionali che si uniscono nell’esclusiva miscela dei suoni di LADAMA.

Le canzoni contenute in questa raccolta trasmettono una pulsazione elettrica e un’energia incredibili, e portano all’attenzione dell’ascoltatore delle visioni e dei concetti globali. Una canzone come ‘Porro Maracatu’ è un vibrante e provocatorio sposalizio di due ritmi tradizionali, dalla cultura Afro-Colombiana e Afro-Brasiliana.

‘Confesión’ in particolare è il perfetto incrocio tra la tradizione e la modernità. Descritta da LADAMA come una “tenera lettera d’amore all’autoconsapevolezza e alla femminilità”, il testo poetico della canzone viene incorniciato dalla voce vellutata di Sara Lucas, adornato da Mafer Bandola alla bandola elettrica (uno strumento venezuelano imparentato con il liuto persiano), e ritmicamente spinto dalle percussioni afro-latine di Daniela Serna, che dialogano con la batteria jazz e leggermente tropicale di Lara Klaus.

Nella sua essenza più profonda, l’album inaugurale di LADAMA è un riflesso di ciò che significa comunicare attraverso le Americhe. Scritto, composto, arrangiato e prodotto dal dinamico quartetto, il disco è un’espressione organica e moderna dell’autenticità attraverso le culture.

La loro arte dimostra che i confini non hanno ragione di esistere, trasportandoci verso un futuro in cui il mondo comunica oltrepassando continenti e culture, attraverso suoni e storia.