Il progetto prende forma tra il 2022 e il 2023, ma affonda le proprie radici nel lungo percorso di ricerca di Vilajuana sul canto gregoriano, approfondito attraverso manoscritti e studi musicologici tra Spagna, Francia e Italia.
Gregotechno parte da una domanda: che cosa accade quando una musica nata per la contemplazione incontra una musica costruita sulla pulsazione e sulla ripetizione?
Il canto gregoriano è libero, modale, profondamente legato alla voce e all’acustica dello spazio. La techno trova invece nella regolarità del beat e nella reiterazione alcuni dei suoi elementi fondamentali. È proprio dalla tensione tra questi due linguaggi che nasce il suono del progetto: le melodie medievali vengono attraversate da sintetizzatori, campionamenti e ritmi elettronici conservando la propria forza evocativa.
Con il live La Litúrgia del Cos questa ricerca assume la forma di un’esperienza audiovisiva immersiva. La voce di Vilajuana emerge sulle architetture elettroniche di Narés mentre immagini ispirate all’arte romanica, alla natura e al mondo microscopico accompagnano la performance. La ripetizione del canto incontra quella del beat e lo spazio del concerto si trasforma simbolicamente in un nuovo luogo rituale.

Il repertorio affonda le proprie radici negli antichi manoscritti gregoriani. Vilajuana ha lavorato in particolare sul Cantatorium 359 dell’Abbazia di San Gallo, uno dei più importanti manoscritti conservati della tradizione gregoriana, selezionando composizioni capaci di continuare a comunicare anche fuori dal loro originario contesto liturgico.
Nel 2024 Gregotechno pubblica l’EP GREGOTECHNO, nel quale cinque canti vengono trasportati all’interno di paesaggi elettronici contemporanei. Le voci diventano materia sonora, i frammenti melodici si trasformano in pattern e la ripetizione diventa il punto d’incontro tra due epoche separate da quasi un millennio.
Ma il rapporto di Gregotechno con il passato non è mai nostalgia. È piuttosto un materiale vivo da interrogare e trasformare.
Questa ricerca raggiunge una nuova dimensione con Inania – Gregoriano en la España Vacía, progetto nato da un viaggio attraverso chiese, monasteri, eremi, castelli e antiche cave della provincia di Burgos. Gregotechno riporta così il canto negli spazi per i quali quella musica era stata concepita, registrandone non soltanto le performance ma anche la particolare identità acustica.
Durante il viaggio il duo ha infatti digitalizzato la riverberazione di cinque luoghi, tra cui il Monasterio de San Pedro de Arlanza, l’Ermita de Quintanilla de las Viñas e le Canteras de Hontoria. Le caratteristiche sonore di questi ambienti possono così essere ricreate digitalmente e utilizzate nelle performance contemporanee.
L’architettura diventa parte dello strumento musicale: invece di portare semplicemente l’elettronica all’interno di una chiesa, Gregotechno rende possibile, idealmente, portare l’acustica della chiesa all’interno del club.
Dal viaggio nasce anche il cortometraggio documentario Inania, diretto da Júlia Girós e Vera Herrero Mercader, vincitore del premio come miglior cortometraggio documentario musicale all’In-Edit Festival 2024. Nel 2025 il progetto prende inoltre forma discografica con INANIA – Gregoriano en la España Vacía, che restituisce il lato più acustico e contemplativo della ricerca.
Gregotechno costruisce così un dialogo tra epoche e sensibilità apparentemente inconciliabili. La musica che per secoli ha risuonato tra pietre, monasteri ed eremi entra nella contemporaneità senza rinunciare alla propria memoria, mentre la musica elettronica diventa il mezzo attraverso cui quelle antiche melodie possono assumere una nuova forma.
Non una ricostruzione del passato, ma un modo nuovo di farlo risuonare nel presente.