Elenco Artisti

MESHELL NDEGEOCELLO

MESHELL NDEGEOCELLO

FUNK, SOUL, JAZZ E SPERIMENTAZIONE SI INCONTRANO IN UN LINGUAGGIO MUSICALE CHE SUPERA GENERI, CONFINI E CONVENZIONI

MESHELL NDEGEOCELLO è una bassista, cantante, compositrice e produttrice statunitense, tra le figure più influenti e innovative della musica afroamericana contemporanea. In oltre trent'anni di carriera ha costruito un universo sonoro che attraversa funk, soul, jazz, hip-hop, rock ed elettronica, contribuendo alla nascita e all'evoluzione del neo-soul. Il suo stile unisce linee di basso profonde, ritmiche sofisticate e una voce intima ed espressiva, dando forma a una musica che esplora identità, spiritualità, relazioni umane e trasformazioni sociali. Vincitrice di tre Grammy Awards, continua a ridefinire il proprio percorso artistico attraverso una ricerca che mette al centro la libertà creativa e il dialogo tra linguaggi differenti.

Nata a Berlino nel 1968 e cresciuta a Washington D.C., Meshell Ndegeocello si avvicina alla musica grazie anche al padre, sassofonista, sviluppando fin da giovane un interesse per il jazz, il funk e le tradizioni musicali afroamericane. La scena della capitale statunitense, e in particolare il go-go, genere locale caratterizzato da groove incalzanti, percussioni e una forte dimensione collettiva, contribuisce a definire il suo approccio al ritmo.
Il basso elettrico diventa presto il centro della sua identità musicale. Non soltanto uno strumento di accompagnamento, ma un elemento espressivo capace di guidare le composizioni e costruire atmosfere.
Dopo le prime esperienze nei gruppi funk e go-go di Washington, si trasferisce a New York, entrando in contatto con una scena in cui hip-hop, jazz, rock e nuove espressioni della cultura afroamericana convivono e si influenzano reciprocamente.

La svolta arriva nel 1993 con Plantation Lullabies, pubblicato dalla Maverick Records, l’etichetta cofondata da Madonna. Il disco introduce una personalità musicale fuori dagli schemi, capace di intrecciare funk, hip-hop, jazz e R&B in un suono immediatamente riconoscibile. Brani come If That’s Your Boyfriend (He Wasn’t Last Night) e Dred Loc attirano l’attenzione della critica e del pubblico, contribuendo a definire una nuova sensibilità musicale che anticipa l’affermazione del neo-soul.
Con Peace Beyond Passion (1996), la sua ricerca si approfondisce ulteriormente. Il disco affronta temi come religione, razzismo, sessualità e libertà individuale, alternando groove funk, atmosfere soul e suggestioni rock. La musica diventa uno spazio in cui interrogare la società e raccontare esperienze personali, senza rinunciare alla forza comunicativa del ritmo.

Negli anni successivi Meshell continua a sottrarsi a qualsiasi definizione stilistica.

Bitter (1999) esplora territori più intimi e introspettivi, tra ballate, chitarre acustiche e arrangiamenti essenziali, mentre Cookie: The Anthropological Mixtape (2002) recupera l’energia del funk e dell’hip-hop per affrontare questioni legate all’identità afroamericana e alle sue rappresentazioni culturali.
Due album profondamente differenti che raccontano la stessa esigenza: non ripetere formule già sperimentate, ma utilizzare ogni nuovo progetto come occasione di trasformazione.
Questa libertà attraversa anche le collaborazioni con artisti come Herbie Hancock, John Mellencamp, Chaka Khan e Robert Glasper, testimonianza di una versatilità che le permette di muoversi tra generazioni e tradizioni musicali diverse.

Nel 2005 pubblica The Spirit Music Jamia: Dance of the Infidel, un lavoro che approfondisce il rapporto con il jazz, l’improvvisazione e la composizione strumentale. Seguono The World Has Made Me the Man of My Dreams (2007), Devil’s Halo (2009), Weather (2011) e Comet, Come to Me (2014), album nei quali elettronica, rock alternativo, soul e sperimentazione convivono in equilibri sempre nuovi.

Nel 2012 rende omaggio a una delle sue principali figure di riferimento con Pour Une Âme Souveraine: A Dedication to Nina Simone, reinterpretando il repertorio della grande cantante e pianista afroamericana attraverso arrangiamenti personali e contemporanei.

Il rapporto con la memoria musicale diventa centrale anche in Ventriloquism (2018), un album di riletture di brani R&B e pop degli anni Ottanta e Novanta. Canzoni di Prince, Janet Jackson, TLC, Sade e Tina Turner assumono nuove forme, tra atmosfere sospese, ritmiche minimali e interpretazioni che ne trasformano il significato emotivo.
Per Meshell reinterpretare non significa riprodurre fedelmente un originale, ma esplorarne le possibilità espressive, cercando nuovi significati all’interno di melodie familiari.

Una nuova fase della sua carriera prende forma nel 2023 con The Omnichord Real Book, primo album pubblicato per la storica Blue Note Records. Prodotto insieme al sassofonista Josh Johnson, il disco riunisce musicisti come Jason Moran, Ambrose Akinmusire, Jeff Parker, Brandee Younger e Mark Guiliana, dando vita a un lavoro che attraversa jazz spirituale, soul psichedelico, funk ed elettronica.
Il titolo richiama due elementi della sua storia personale: l’Omnichord, strumento elettronico ricevuto durante la pandemia, e il Real Book, la celebre raccolta di standard jazz che il padre le aveva regalato da giovane.
Attraversato dal dolore per la perdita dei genitori e dal desiderio di ritrovare un rapporto autentico con la musica, l’album diventa una riflessione sulla memoria, sulla trasformazione e sulla possibilità di ricominciare. Nel 2024 conquista il Grammy Award per il Best Alternative Jazz Album.

Il percorso prosegue con No More Water: The Gospel of James Baldwin (2024), pubblicato in occasione del centenario della nascita dello scrittore e attivista afroamericano James Baldwin.
L’album nasce da una lunga ricerca intorno alla sua eredità culturale e politica, trasformandosi in un’opera corale che intreccia jazz, gospel, funk, poesia e spoken word. Attraverso la musica, Meshell affronta temi come discriminazione razziale, identità, sessualità, religione e libertà, mettendo in dialogo il pensiero di Baldwin con le contraddizioni della società contemporanea.
Il progetto conferma la sua capacità di concepire la musica come uno spazio di riflessione e confronto, oltre che di espressione artistica, e le vale nel 2025 un secondo Grammy consecutivo nella categoria Best Alternative Jazz Album.

Nel 2026 arriva Synonym, pubblicato il 2 ottobre per Blue Note Records, terzo capitolo del suo percorso con l’etichetta. Un album di quindici reinterpretazioni costruito intorno a una straordinaria rete di collaborazioni, che comprende Cynthia Erivo, Chaka Khan, Cat Power, Brandi Carlile, ANOHNI, Lianne La Havas, Robert Glasper e Moses Sumney, tra gli altri.
Il progetto attraversa folk, soul, country, pop, R&B, rock alternativo e hip-hop, recuperando canzoni appartenenti a epoche e immaginari differenti per trasformarle attraverso nuove combinazioni vocali e arrangiamenti.
Al centro ci sono l’amore, il desiderio, l’amicizia, la vulnerabilità e le molteplici forme delle relazioni umane. La scelta di reinterpretare i brani attraverso duetti tra voci che condividono, o attraversano, uno stesso spettro di identità di genere offre nuove prospettive a canzoni spesso associate a rappresentazioni convenzionali dell’amore.

Da I Knew You Were Waiting (For Me) con Cynthia Erivo a Don’t You Want Me con Cat Power, passando per Islands in the Stream con Chaka Khan e Don’t Look Any Further con Lianne La Havas, ogni brano viene riletto attraverso il linguaggio musicale di Meshell, tra groove profondi, atmosfere soul e una produzione ricca di sfumature.
L’album segna anche il ritorno della collaborazione con David Gamson, già produttore dei suoi primi due lavori, che affianca Meshell e Abe Rounds nella produzione.
Synonym rappresenta così un nuovo sviluppo della sua ricerca: un progetto in cui la reinterpretazione diventa uno strumento per esplorare ciò che accomuna le persone, oltre le differenze di identità, esperienza e linguaggio.
Questa attenzione alla dimensione collettiva caratterizza anche le sue performance dal vivo.

Sul palco Meshell Ndegeocello costruisce un dialogo continuo con i musicisti che la accompagnano, lasciando spazio all’improvvisazione e alla trasformazione delle composizioni. Le linee di basso guidano un percorso che alterna groove ipnotici, momenti di intensa intimità e aperture verso il jazz più sperimentale.
Ogni concerto diventa un’esperienza in cui la musica si sviluppa attraverso l’ascolto reciproco, superando la semplice riproduzione dei brani registrati.

Dagli esordi nella scena funk di Washington fino alle più recenti produzioni per Blue Note Records, Meshell Ndegeocello ha costruito una carriera fondata sull’indipendenza artistica e sulla continua esplorazione di nuove possibilità sonore.

Una musica che non cerca appartenenze definitive, ma trova nella libertà, nella contaminazione e nell’incontro tra sensibilità differenti la propria identità.