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TAMIKREST

IL MIGLIOR BLUES DEL SAHARA

È musica di sfida, di speranza. È il rock'n'roll del Sahara, il suono del sogno dei Tuareg.

“Tamikrest” in lingua tamasheq significa congiunzione, connessione, nodo, coalizione. I membri del gruppo provengono da diversi orizzonti (Mali, Niger, Algeria) e hanno trovato nella musica Ishumar, il mezzo per esprimere la loro sentita identità Tuareg: un tributo condito con influenze rock moderne. I testi parlano del desiderio senza fine di un mondo libero. Attraverso il messaggio che le loro canzoni portano con sé, i Tamikrest vogliono rendere la poesia e la cultura tamasheq accessibili agli abitanti di un mondo che è ancora più grande dell’immensità del deserto sahariano.

"Un deserto ci ospita, una lingua ci unisce, una cultura ci lega".

La storia inizia a Kidal, nel nord del Mali, dove il deserto si estende in ogni direzione, tra orizzonti sconfinati di sabbia e rocce. Siamo nel cuore del Sahara, nella terra dei tuareg, di cui Kidal rappresenta uno dei principali centri culturali e simbolici. Segnata da decenni di conflitti e rivendicazioni di autonomia, la regione custodisce una storia di resistenza, appartenenza e ricerca della libertà.

È in questo contesto che affondano le radici dei Tamikrest, gruppo nato nel 2006 a Tinzawaten, al confine tra Mali e Algeria, per iniziativa di un gruppo di giovani musicisti guidati da Ousmane Ag Mossa e Cheikh Ag Tiglia. Cresciuti in una realtà attraversata da profonde tensioni politiche e sociali, scelgono la musica come mezzo per raccontare la propria cultura, le aspirazioni e le difficoltà del popolo tuareg.

L’incontro con i Dirtmusic al Festival au Désert nel 2008 rappresenta una svolta nel percorso dei Tamikrest. La collaborazione prosegue l’anno successivo con le registrazioni dell’album BKO e favorisce il rapporto con Chris Eckman, che produce il loro debutto discografico, Adagh, pubblicato nel 2010. Seguono Toumastin (2011) e Chatma (2013), con cui il gruppo raggiunge una più ampia notorietà internazionale.

In lingua tamasheq, Chatma significa «sorelle». L’album è dedicato al coraggio delle donne tuareg, chiamate ad affrontare le conseguenze dei conflitti e dell’instabilità politica nel Sahara. È il primo lavoro della band costruito attorno a un tema unitario e segna anche un’importante evoluzione musicale: la voce di Wonou Walet Sidati acquista maggiore spazio accanto a quella di Ousmane Ag Mossa, mentre l’ingresso del chitarrista Paul Salvagnac contribuisce a rendere il suono più incisivo e articolato. Il disco raggiunge il primo posto della World Music Charts Europe e ottiene importanti riconoscimenti dalla stampa specializzata, tra cui il premio Best Group assegnato da Songlines.

Nel 2015 esce Taksera, album dal vivo registrato durante il tour di Chatma al Burg Herzberg Festival, in Germania. Il titolo significa «una celebrazione con la musica» e restituisce la dimensione più istintiva dei Tamikrest: le composizioni si dilatano attraverso lunghe trame strumentali, intrecci di chitarre elettriche e ritmi ipnotici, lasciando spazio all’improvvisazione. Il disco documenta la forza espressiva di una band che trova nel concerto una delle sue forme più compiute.

Con Kidal (2017), i Tamikrest rendono omaggio alla regione da cui provengono, raccontandone le contraddizioni, le sofferenze e il valore simbolico per il popolo tuareg. Il successivo Tamotaït (2020) segna un’ulteriore evoluzione musicale: le sonorità rock acquistano maggiore intensità, senza rinunciare alle atmosfere meditative e alle radici sahariane. Il disco ospita anche la cantante marocchina Hindi Zahra, a testimonianza della crescente apertura del gruppo verso nuove collaborazioni artistiche.

Nel maggio 2026 i Tamikrest tornano con Assikel, il loro sesto album in studio, pubblicato da Glitterbeat Records. Il titolo, che in tamasheq significa «viaggio», introduce un lavoro che recupera l’immediatezza delle esecuzioni collettive e privilegia un approccio più essenziale alla registrazione. Realizzato nei Paesi Bassi su nastro analogico, l’album alterna chitarre incisive, trame psichedeliche e passaggi più introspettivi, mantenendo al centro le questioni dell’identità, della memoria e dell’appartenenza.

Tra gli otto brani di Assikel figura Eillal, che vede la partecipazione di Ibrahim Ag Alhabib, fondatore dei Tinariwen e figura di riferimento per intere generazioni di musicisti tuareg. Il brano conclusivo, Adounia, è invece un omaggio a Mohammed Ag Itlale, conosciuto come Japonais, musicista dei Tinariwen e mentore di Ousmane Ag Mossa. Due collaborazioni che testimoniano il profondo legame della band con la storia musicale del Sahara.

In vent’anni di attività, i Tamikrest hanno portato la propria musica sui palchi di Europa, Africa, Americhe, Asia e Australia, contribuendo alla diffusione internazionale del desert blues. Il loro percorso continua a svilupparsi tra fedeltà alle origini e ricerca sonora, dando voce a una cultura che trova nella musica uno strumento di memoria, espressione e dialogo con il mondo.

Calendario

30 Ottobre 2026

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BAREZZI OFF 2026, THE HUB, PARMA (ITA)