Elenco Artisti

GYEDU BLAY AMBOLLEY

IL GENIO GHANESE DEL SIMIGWA-DO

Spiritualità, impegno politico e talento innovativo per il re dell’high-life che dà vita all’incontro più esplosivo e leggendario tra l’Africa e l’hip-hop

Con 30 dischi all’attivo, la leggenda ghanese Gyedu Blay Ambolley e la sua Sekondi Band hanno scritto una delle pagine più rivoluzionarie della musica africana tanto che il loro ultimo disco uscito ad aprile, “Gyedu Ambolley and Hi-life Jazz” (Agogo Records) è in cima alla classifica di gradimento tra i cultori dell’Highlife/Afro-jazz sparsi nel mondo.
Nato nel 1947 a Sekondi-Takoradi nel Ghana occidentale, Ambolley è talento precoce: a 8 anni inizia a suonare il flauto del padre e già a 14 anni approda da polistrumentista alla corte di “Uncle Bonku” che lo perfeziona all’uso della chitarra. Ma è dall’incontro e dalla formazione, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, con Ebo Taylor e Sammy Lartey che si rivela la sua irreprensibile originalità. 
Nel frattempo l’astro nascente dell’hiplife si nutre della musica trasmessa dal popolare show Voice of America Jazz Hour; è così che fanno ingresso nel suo pantheon musicale di riferimento leggende come Miles Davis, John Coltrane, Ella Fitzgeral, Wes Montgmery.
Mai stanco di sperimentare, è nel 1973 che si consacra sul panorama internazionale con qualcosa di unico e mai visto prima: è qui che il mondo conosce per la prima volta un genere musicale che fonde ai ritmi africani, i suoni dell’hip-hop, del rap, del reggae accompagnati da un tocco di jazz. Signori, il “SIMIGWA-DO” è nato!
Il brano “The Message”, registrato nel 1980 con la band Zantoka Mak III, segna poi un ulteriore spartiacque nella poliedrica carriera artistica di Ambolley che da questo momento introduce nei suoi brani anche la musica elettronica: “il genio irrequieto che spinge i confini dell’Highlife in una nuova era”.
Ma è anche l’impegno politico una delle sue cifre stilistiche: schietto interprete del movimento panafricano – la sua musica è stata definita “spiritualmente inevitabile” – ha affinato la capacità di combinare un suono innovativo con testi socialmente impegnati e allo stesso tempo ironici, denunciando ingiustizie, corruzione, disuguaglianze e neocolonialismo.