Elenco Artisti

SAMI GALBI

CHAÂBI WITH THE BASS UP

RAÏ E CHAÂBI INCONTRANO BASS MUSIC, HIP-HOP ED ELETTRONICA IN UN SUONO CHE ATTRAVERSA IL MEDITERRANEO

SAMI GALBI è un musicista, cantante e produttore svizzero-marocchino cresciuto tra culture e geografie differenti. Al centro del suo universo musicale ci sono il raï e il chaâbi, musiche popolari ascoltate durante l’infanzia e successivamente riscoperte nei taxi, nei matrimoni e nei cabaret di Casablanca. Sami le rielabora attraverso sintetizzatori analogici, drum machine, effetti di chitarra e bassi profondi, facendole dialogare con hip-hop, UK bass, house e linguaggi della club culture contemporanea. Il risultato è una musica ibrida, viscerale e profondamente personale, impossibile da ricondurre a un’unica appartenenza geografica o musicale.

La sua educazione sonora riflette questa pluralità: da una parte il raï di Cheb Hasni, Khaled, Zahouania e Cheikha Rimitti, dall’altra blues, soul, folk, pop e disco europei. A queste influenze si aggiunge presto la musica elettronica. Durante un soggiorno a Manchester, Sami entra in contatto con UK bass, jungle e drum’n’bass, linguaggi che lasceranno un’impronta importante sul suo modo di concepire ritmo e produzione.

Prima dell’avventura solista è cantante e bassista degli El Mizan, formazione nata nella scena alternativa di Losanna, dove sonorità nordafricane, psichedelia e attitudine punk si incontrano. Proprio l’esperienza maturata nell’underground losannese contribuisce a formare quell’approccio DIY, diretto ed energico che diventerà uno dei tratti distintivi del suo progetto personale.

La svolta arriva quando Sami decide di tornare alle musiche della propria infanzia.

Non per riprodurle, ma per continuare a trasformarle.

Il raï stesso, del resto, è una musica in costante evoluzione, capace nel corso della propria storia di assorbire pop, funk, reggae, hip-hop ed elettronica. Sami Galbi porta avanti quello stesso movimento attraverso i linguaggi della propria generazione.

Nascono così Rruina e Dakchi Hani, primi brani con cui definisce il proprio universo sonoro: melodie nordafricane, chitarre, sintetizzatori e ritmiche elettroniche convivono in una musica pensata tanto per l’ascolto quanto per il movimento. Sul palco questa materia diventa ancora più fisica, assumendo la forma di una performance ad alta energia in cui voce, macchine analogiche, synth e chitarra elettrica dialogano con l’attitudine della bass music e dell’hip-hop.

Nel 2025 pubblica per Bongo Joe Records il primo album Ylh Bye Bye, composto e prodotto dallo stesso Sami Galbi e registrato tra Svizzera e Marocco. Il titolo richiama un’espressione colloquiale legata al partire e al salutarsi, diventando la sintesi di un disco attraversato da migrazione, identità, appartenenza, partenze e ritorni.

Bendir, karkabas, sintetizzatori analogici e bassline si intrecciano in dieci tracce che passano dall’urgenza del dancefloor a territori più intimi e sospesi. Anche la voce cambia continuamente forma, alternando canto in darija, spoken word e armonizzazioni processate attraverso l’Auto-Tune.

In Valisa – “valigia” in darija marocchino – il viaggio diventa metafora delle esperienze e delle identità che ciascuno porta con sé. Il brano nasce da una storia reale e trasforma un oggetto quotidiano nella rappresentazione di una condizione più ampia: quella di chi vive attraversando culture, luoghi e appartenenze differenti.

È una chiave che percorre tutto Ylh Bye Bye.

Per Sami Galbi l’identità non è infatti qualcosa da dividere in percentuali, ma il risultato della convivenza di esperienze diverse. Anche la sua musica segue lo stesso principio: non sceglie tra Marocco ed Europa, tra tradizione e club, tra memoria e contemporaneità. Li fa convivere.

Nel 2026 questa ricerca compie un ulteriore passo con La Bava, realizzata insieme alla musicista e performer guatemalteco-svizzera Baby Volcano. I due definiscono il brano un “raï-gaetton”: raï, reggaeton e suggestioni R&B anni Novanta si incontrano in un dialogo tra espressioni popolari arabe e latinoamericane, cantate in due lingue. Un nuovo incrocio che conferma la natura aperta e in continua trasformazione del progetto.

Dal raï e dal chaâbi alle pulsazioni della club culture, Sami Galbi trasforma così le proprie radici in materia contemporanea.

Una musica di partenze, ritorni e contaminazioni, capace di trovare nell’incontro tra mondi diversi un nuovo luogo a cui appartenere.